Lezioni private: una risposta individuale e privata ad un problema collettivo e pubblico
22 Mar 2022
di Segretariato Gioventù Anticapitalista

Oggi si è tenuta la conferenza stampa della Gioventù Anticapitalista nella quale sono stati presentati i risultati di un sondaggio condiviso tra gli studenti del Liceo di Bellinzona per quanto riguarda la selezione e le lezioni private. Di seguito è riportato il documento consegnato ai media.

Il problema del ricorso delle lezioni private va inserito nel contesto delle condizioni di studio concrete con le quali sono confrontati studentesse e studenti. La molla principale che spinge a ricorrere a lezioni private sono, evidentemente, le difficoltà incontrate negli studi e, in particolare, il mancato raggiungimento di risultati positivi (sufficienti) in alcune materie. Per questo, qui di seguito, partiamo proprio dalla descrizione della situazione nelle scuole medie superiori a livello di tassi di promozione, interrogandoci sulle possibili ragioni; infine proponendo alcune piste per rispondere adeguatamente ai problemi evidenziati.

Un livello di selezione eccessivo e inaccettabile

Non vi sono dubbi che uno dei dati costitutivi della condizione degli studi a livello delle scuole medie superiori del Cantone (SMS – Licei e Scuola cantonale di Commercio) è la presenza e la continuità di un elevato tasso di bocciature, in particolare nel primo e nel secondo anno. Si potrebbero qui allineare molti dati, sulla base delle statistiche che vengono pubblicate sui tassi di promozione alla fine di ogni anno scolastico e che possono essere facilmente reperiti nei rendiconti annuali del Consiglio di Stato (1).

Per non appesantire in modo eccessivo la nostra esposizione, ci limiteremo quindi a riportare qui di seguito due tabelle relative all’anno scolastico 2008/2009 e all’anno scolastico 2018/2019, cioè i dati relativi alla evoluzione del tasso di promozione/non promozione su un decennio: abbiamo escluso gli ultimi anni perché retti da procedure speciali in materia di promozione a causa della pandemia e quello appena trascorso poiché i dati ufficiali non sono ancora stati ufficialmente pubblicati. Questi ultimi, da quanto abbiamo potuto sapere in via ufficiosa, non dovrebbero tuttavia aver modificato in modo significativo le tendenze in atto da anni.

Tabella 1: Allievi promossi, anno 2008/2009.
Tabella 2: Allievi promossi, anno 2018/2019.

Pur non entrando in un’analisi dettagliata né sull’evoluzione dei dati per singolo istituto scolastico, né sul dettaglio delle evoluzioni e variazioni sul filo degli anni e di tutto il decennio, è tuttavia possibile affermare che, grosso modo, sommando primo e secondo anno di frequenza, una percentuale che oscilla tra il 40 e il 50% degli studenti che frequenta le SMS non viene promossa o abbandona gli studi. Siamo quindi confrontati con una “mortalità” scolastica molto alta. L’analisi piu` di dettaglio di tali insufficienze mostra che il nucleo fondamentale delle materie che condanna gli studenti all’insuccesso sono quelle per le quali gli studenti ricorrono a lezioni private.

Quali le ragioni?

Si tratta di una questione nota, come abbiamo visto ormai cronica, che, tuttavia, finora non ha suscitato né interrogativi, né, quando li ha suscitati, ha messo in moto strumenti e accorgimenti che, in qualche modo, potessero dare risposte adeguate ad una situazione che non può essere considerata “normale”.

Quali sono le ragioni di questa situazione, in particolare dell’elevatissimo tasso di selezione nel primo anno delle scuole medie superiori (nell’ultimo anno preso in considerazione si situa attorno al 35% per tutti gli istituti con l’eccezione del Liceo 1 di Lugano, attestato al 20%)? Sarebbe necessario un lungo lavoro di analisi e riflessione.

Nella scuola, tra i docenti in particolare, ci si interroga sul tema. Sappiamo, e li riportiamo qui riassumendoli in modo sommario, che vi sono due tipi di ragionamento tesi a rendere conto di questa situazione.
Il primo considera inadeguato il livello di preparazione degli studenti di scuola media che decidono di frequentare una SMS. Si ritiene insufficiente la preparazione, in particolare nelle materie scientifiche (in primis matematica, ma anche nelle lingue – non escluso l’italiano): tutto questo renderebbe estremamente difficile il “passaggio” al nuovo ordine di scuola, creando uno “scalino” nel quale incespicano molti studenti.

Non sembrerebbero impedire questa situazione i criteri di ammissione alle SMS: cioè avere conseguito un attestato di Sme con almeno una media di 4,65, frequentato i corsi attitudinali di matematica e tedesco (livello A) e ottenuto almeno il 4,5 in italiano.

Si tratta di una situazione che dovrebbe sicuramente – ancora una volta – spingere a riflettere sul fatto che l’attuale strutturazione in livelli sembrerebbe non permettere nemmeno a coloro che seguono i livelli A alle medie di acquisire quelle conoscenze che permettono di conseguire risultati sufficienti alle SMS. Trattandosi spesso di coloro che hanno le migliori valutazioni alla Sme, la questione non pu`o che suscitare parecchi interrogativi.

Il secondo ragionamento tende invece a chiamare in causa insegnamento e programmi delle SMS. In particolare per i Licei ci si chiede se le esigenze rivolte agli studenti – in particolare in alcune materie – non siano eccessivamente elevate e tese a rispondere più alle richieste delle scuole universitarie (in particolare i Politecnici) che al conseguimento di un attestato di maturità che dovrebbe certificare il raggiungimento di un traguardo soprattutto di ordine culturale. Questo in particolare alla luce del fatto che alla fine degli studi superiori si abbraccia solo una disciplina o discipline strettamente collegate tra di loro.

È noto che le materie scientifiche (in primis matematica) rappresentino uno degli ostacoli maggiori con i quali sono confrontati gli studenti alle SMS. I tassi di selezione in questa materia (così come in altre discipline scientifiche) superano spesso il 50% nel primo anno di Liceo.

E, come ha rilevato il nostro sondaggio ma come conferma anche lo studio di una decina di anni fa condotto dal DECS, sono proprio queste discipline a fare la parte del leone sul mercato delle lezioni private.

Una risposta individuale a un problema collettivo

I dati sulla selezione che abbiamo brevemente richiamato e quelli relativi al ricorso a lezioni private suggeriscono alcune considerazioni.
La prima è che il ricorso a lezioni private è un fenomeno diffuso e importante come indichiamo a commento dei dati del nostro breve sondaggio. Esso conferma, grosso modo, la situazione fotografata oltre un decennio fa (d’altronde, come abbiamo visto, in linea con le tendenze in materia di selezione), segnalando un problema di fatto “strutturale”.

La seconda è che – di fronte ad un fenomeno diffuso e ampio, quindi di natura collettiva – esso mette in luce una risposta individuale e privata.
In altre parole la scuola pubblica produce una situazione assai diffusa alla quale gli studenti e le loro famiglie sono costretti a rispondere con soluzioni private, individuali, esterne a quella stessa scuola che frequentano ogni giorno. Una risposta individuale e privata che sopperisce alle difficoltà e ad una risposta inadeguata da parte delle istituzioni scolastiche.

Che fare?

In qualche modo la scuola ha percepito il problema. Non di rado viene evocata la questione della “valutazione” che, di fatto, rinvia a quello dei criteri di selezione. Vi sono poi risposte istituzionali integrate nella stessa struttura scolastica. In alcune materie vi sono le cosiddette “lezioni supplementari” rivolte al recupero di difficoltà incontrate dagli studenti. Alcune scuole hanno messo in atto altre modalità di recupero, ad esempio gli “sportelli” ai quali gli studenti in difficoltà possono fare riferimento.

Resta il fatto che tali risposte sono del tutto insufficienti e limitate e non hanno permesso di modificare la situazione: in particolare poiché non riescono ad agire sulle lacune strutturali che gli studenti palesano in alcune discipline (spesso provenienti dai livelli scolastici precedenti); inoltre, ed è questo un aspetto fondamentale, poiché l’offerta di questi spazi di recupero è assai minima, spesso collocata in orari infelici e oggetto, soprattutto in questi ultimi anni, di una diminuzione a causa della minore disponibilità di ore concesse ad ogni istituto per allestire la propria griglia oraria.

Se il tema che abbiamo fin qui evocato necessita di riflessioni a più lungo termine (pro- grammi, valutazioni, modalità di insegnamento, etc.), appare necessario – a breve termine, ad esempio già con il prossimo anno scolastico – mettere mano a una serie di misure che possano in qualche modo rispondere al problema delle lezioni supplementari.

È quindi necessario mettere in atto una serie di misure, a breve e lungo termine, che per- mettano di affrontare sia il tema della selezione che quello delle lezioni private.

A breve termine, per offrire un’alternativa collettiva e interna alla scuola alle lezioni private si potrebbe pensare a:

  • l’assegnazione ad ogni istituto scolastico di SMS di un pacchetto supplementare di ore – integrato nella dotazione oraria di istituto – per ampliare in modo significativo l’offerta di lezioni supplementari
  • l’organizzazione sistematica di attività di recupero pubbliche e gratuite (gestite a finanziate dalla scuola pubblica) nelle settimane precedenti l’inizio dell’anno scolastico

Sul tema più di fondo della selezione nelle SMS si potrebbe pensare a:

  • la realizzazione di uno studio che analizzi la selezione alle SMS
  • la costituzione di un gruppo di lavoro tra docenti, esperti di materia, studenti che analizzi le difficoltà e le ragioni di tali difficoltà nel passaggio dalla Sme alla SMS

Risultati e breve commento del sondaggio

Al questionario promosso dalla Gioventù Anticapitalista e diffuso all’interno del Liceo di Bellinzona hanno partecipato 305 studenti (su una popolazione totale di 800 studenti circa). La nostra ricerca non si muove in un terreno completamente inesplorato: uno studio sul fenomeno delle lezioni private in Canton Ticino è stato pubblicato dalla SUPSI nel 2017 (2); i dati di questo studio, tuttavia, risalgono a un decennio fa.

Risultati

Circa un terzo degli studenti che hanno partecipato al sondaggio (vedi Figura 1) afferma di prendere lezioni private. Una piccola parte di essi lo fa occasionalmente – una volta ogni qualche mese; la maggior parte, invece, prende lezioni in modo regolare, più volte al mese o alla settimana. In totale, circa il 15% degli interpellati afferma di prendere lezioni regolarmente (una o più volte a settimana).

Con tutte le cautele del caso – più è piccolo il campione, minore è l’affidabilità dei risultati – possiamo trarre qualche conclusione più precisa. Pur con uno scarto percentuale piuttosto limitato, i ragazzi sembrano prendere ripetizioni con maggior frequenza rispetto alle ragazze. Inoltre, le percentuali di coloro che prendono ripetizioni variano notevolmente tra i vari anni: in prima liceo quasi il 30% degli studenti prende lezione una o più volte a settimana; in seconda e in terza questa percentuale continua a diminuire; in quarta, invece, il numero di persone che prendono lezioni aumenta nuovamente (vedi Figure 2-5).

Dai risultati del sondaggio (vedi Figura 6) emerge chiaramente che le materie che creano più difficoltà agli studenti sono, in generale, quelle scientifiche. Il 62% di coloro che prendono ripetizioni lo fa in matematica; seguono Chimica (40.9%) e Fisica (30.1%). Anche se in misura minore rispetto alle materie scientifiche, a causare difficoltà sono pure le lingue: degli studenti che prendono ripetizioni, uno su quattro lo fa in Tedesco e uno su cinque in Inglese.

Gran parte degli studenti (il 75%) fa riferimento ad insegnanti privati per le ripetizioni; un numero minore si affida invece a parenti, conoscenti o altri studenti. Poiché sono gli insegnanti privati a monopolizzare il mercato delle lezioni private, le ripetizioni sono quasi sempre a pagamento; solo per uno studente su dieci esse sono gratuite. Notevole è in particolare il loro costo (vedi Figura 7): in quasi il 60% dei casi lo studente paga un’ora di lezione più di 30 franchi.

(1) Rendiconto del Consiglio di Stato, 2009; Rendiconto del Consiglio di Stato, 2019

(2) Zanolla, G. (2017). A lezione fuori da scuola. Le lezioni private in Canton Ticino. Locarno: Centro innovazione e ricerca sui sistemi educativi